17 commenti su “Anìapatia: prima lezione di surrealismo applicato

  1. bizzarro! quello che dici mi ha molto colpito. potevo immaginare che la tua intelligenza ti portasse in qualche modo a isolarti, in quanto (se così vogliamo dire) superiore agli altri. ma quello che hai affermato è molto più complesso, stratificato e profondo. e penso che per capirlo al 100% l’unico modo sarebbe quello di passarci.
    io invece sono un po’ tardo, forse. nel senso che le cose le capisco alla fine (ma alla fine le capisco! al contrario di tanti idioti!) e mi capita di annoiarmi molto sopratutto quando sono circondato da persone insignificanti o troppo diverse da me (spesso queste due categorie coincidono).
    poi mi capita delle volte di “entrare in loop” per delle “ricerche” (di qualsiasi genere). se un argomento mi intriga, mi getto in ricerche che alcune volte avrebbero potuto anche diventare infinite se infine non avessi posto termine a esse…
    il fatto che ti annoi facilmente non è certo arginato dalle qualità media delle persone (che è piuttosto bassina)… 😦

    • anche io entro in loop Giordi 😉 finchè non ho compenetrato la cosa che sto cercando di assimilare la rivolto come un calzino…ce ne fossero di tardi come te!!! io ti ritengo portatore di una intelligenza libera, quella che non si fa abbindolare dagli schemi precostituiti… vedo nella tua riflessione una capacità di guardare non solita e non banale.
      faccio mio l’ultimo periodo del tuo commento…purtroppo molti scambiano l’intelligenza con l’arroganza. 🙂

  2. detto benissimo… ma spero non coltivi l’illusione d’essere capita dagli altri. E’ normale. “conosci te stesso”… così siamo tutti intenti a cercare di comprendere il nostro stesso cuore. Per gli altri non resta tempo. Ma c’è chi lo fa per lavoro, di capire…
    Baci

    • quella ormai l’ho accantonata nelle imprese impossibili..però il rispetto quello lo pretendo..in ogni caso questo non è un passaggio comune a molti, per loro fortuna

  3. Mi riveli a 360 gradi lo stato che vivo e che non avrei mai saputo descrivere così.Non credo che tutti possano realmente comprendere sai, solo chi ha un animo sensibile, che da sempre, da dentro, spinge…

  4. La noia, forse, s’intinge nel vuoto che abbiamo intorno. Non si hanno impulsi positivi quando tutto ciò che incontriamo è incolore, oppure è colorato cosi tenue che non ne percepiamo l’interesse. Forse è anche il p.c. a farci correre mentalmente veloci , chi lo usa in continuazione entra con il cervello nella rete virtuale che, forse, quando poi legge il reale lo vede lento e disarmonico. A me succede l’opposto, più penso alla velocità mentale che hanno alcuni, e più divento bradipo nell’esercitare la mia. Non è arroganza, è intelligenza superiore.

    🙂

    • per il pc credo tu abbia ragione…come tutte le cose ha lati positivi e lati negativi. effettivamente attraverso il virtuale si bruciano pensieri ed emozioni, non è facile tenerli a bada e misurarli.
      il pensiero orientale dice che la lentezza è un valore aggiunto…io sono un pò indecisa..bradipuccio 😉

  5. come capisco quello che dici! …. il pensiero corre veloce e tu sei anni luce dal punto di partenza, e gli altri non ti seguono, interessati ad altro, quell’altro per te ormai scontato, privo di attrattiva.
    si, potresti sembrare saccente, presuntuosa ed altro ancora, e quindi sola a guardare la tua consapevolezza.
    quante volte mi fermo a guardarmi indietro e mi fanno compagnia solo i miei pensieri, ma indietro non si torna solo per non essere soli.
    mi sento un po’ ridicola a fare la maestrina… ma non subire questo stato, non è un handicap, consideralo un privilegio, la tua grandezza.
    usa la pazienza, il rispetto, la tolleranza, le tue certezze saranno come un terzo occhio e vedrai il senso delle cose palese, manifesto.
    per farne cosa, potresti chiedere, questa consapevolezza potrebbe sembrare una spina in più, ed invidiare la leggerezza di chi vive con meno pensieri, eppure se non ti servirà a fare, servirà ad essere la persona che sei e a dare, di te, l’espressione più vera, la più apprezzabile.
    senza i tuoi pensieri, le tue consapevolezze, non saresti la Margot che conosco e che apprezzo tanto.

      • il rispetto è uno dei cardini della mia vita, ma anche questo a volte viene frainteso..la pazienza mi sto attrezzando, non è nella mia indole, ma qualche risultato l’ho avuto. la tolleranza… a me pare di essere tollerante, ma ad una riflessione, potrebbe essere una falsa parvenza.
        le questioni che si concatenanto a questo stato di cose sono molteplici e variegate

  6. Ho letto con interesse le tue parole. Ho provato a capirle, a capirti anche se non è facile. Tu per prima dici che nemmeno lo è convivere con questo stato mentale. Ci potrebbe essere una soluzione? Per esempio, a me così su due piedi viene in mente, fare qualcosa con le mani e non solo con il pensiero. ciao Margot

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