13 commenti su “Aleph

  1. Siamo troppo legati alla vista. Troppo impegnati nel cercare di percepire l’esterno finiamo col non saper più mediare fra “dentro” e “fuori”. Solo nel respirare riusciamo (e a volte nemmeno tanto bene) e così, così, oh, poter tornare all’inizio di tutto …. poterci tornare senza innocenza alcuna….

    Bello anche il tuo continuo rivedere il template, è una cosa che amo molto
    Baci!!

  2. E’ l’inerzia rispetto alla vita, a volte così difficile reagire, è più semplice lasciarsi cullare dallo stordimento del dolce sonno..

  3. in quell’attimo, io credo, si compie l’illuminazione, quel coincidere di ogni cosa in un punto che contiene già tutto. per me è l’atto della creazione allo stato più puro dell’essere.

  4. ciao Rocco 🙂 Benvenuto…. ciò che tu dici fa forse parte dello stato di distrazione o imbambolamento e sono d’accordo con te….la poesia invece vuole descrivere uno stato ipnotico, quasi di trance dove il tempo e lo spazione vengono compressi in un attimo che immagazzina il principio e la fine… l’alef intesto con Borges

  5. non è il buio, è che guardi le cose
    e non ne vedi la luce,
    avvolta da bagliori confusi
    diffidente allontani girandole di colori,
    mondo che non esiste,
    occhi fissi a guardare oltre.
    non è il buio, niente
    è quello che vedi.

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