13 commenti su “No Habit 1

  1. Be’, di solito chi ha la “pretesa di vivere” non “afferra” la vita, la vive e basta. Cerca di afferrare la vita chi non la capisce e cerca di prenderla quando invece ce l’ha gia’ 😉

  2. un'altra (terribile) associazione mentale che la poesia mi ha provocato è stata con l'inquietante film Crash di cronemberg (sopratutto per l'immagine che hai utilizzato per descriverla)…

    la poesia ha senso per l'umanità contemporanea? ma certo! non devi assolutamente confondere il successo e la visibilità con la ricchezza di esperienze emotive che può dare una poesia.. questi sono tempi bui e confondenti, che ti svuotano (o vorrebebro svuotarti) dei veri significati della vita. sta a noi non arrenderci e persistere ad inoltrarci sulla strada giusta, indipendentemente dagli stimoli esterni…
    ,per esempio, come forse saprai, io ormai scrivo raramente poesie, ma solo perchè adesso descrivo le emozioni con la prosa… non perchè non creda più in quello che ho scritto, e quando rileggo alcune delle mie vecchie poesia spesso le apprezzo come un tempo… 🙂

    Giordano

  3. la tua rapportazione immaginifica Nino è molto calzantem Psiche è una delle figure più fragilmente affascinante della mitologia greca
    un caro saluto

  4. ciao Margot,   bella anche questa breve e densa poesia….
    mi viene in mente la rappresentazione dei greci di psiche : una donna con ali di farfalla….
    un saluto da nino….

  5. in questo momento non so cosa risponderti Mariangela...forse le overdose di scrittura da web portano ad una nausea sartriana e ad un conseguente allontanamento dall'elemento che la scatana
    quando leggevo la poesia solo sui libri e amavo visceralmente alcuni autori sentivo ciò che tu descrivi, ora queste continue miscele di sentimento oversize rendono tutto un dejavù

    questa mia riflessione attuale non è detto che rimanga tale..forse si definirà meglio nei giorni a venire e le cose assumeranno contorni diversi

  6. ciao margot,
    mi infilo sempre dove ci sono argomenti interessanti, ti chiedi se la poesia ha ancora un senso nella società di oggi, anch'io me lo chiedo e penso che si vive bene anche senza poesia, l'ho fatto per tanti anni, un po' per scelta un po' per disillusione. ma la poesia è esercizio di un sesto, settimo, ottavo…… senso, la vivi, la sei, ti usa per esistere come fossi la sua penna, la poesia è cosa diversa dal poeta, non ha bisogno dei poeti, chiunque la scriva non è altro che il tramite di qualcosa che esiste a prescindere. e la poesia mi piace, mi fa sentire bene, quando la scrivo è sempre una risposta e se qualcuno legge e scopre un pezzo di sé, forse ho reso un piccolo servizio. anche la tua poesia mi piace, scopro sempre un'altra margot, imprevista.
    mari

  7. riflettevo Giordano...non pensare che mentre scrivo mi scapicollo fra le figure retoriche e  la metrica… alcune cose vengono da sole e poi ad una secondo lettura appaiono
    in questa fase di autocritica e autocoscienza che sto vivendo anche la definizione e il significato di poesia sta cambiando contorni e connottati, fino a portarmi  a chiedere se veramente essa ha un senso per l' umanità contemporanea.

    le mostre artistiche che hanno più successo sono quelle dei video, cortometraggi, medliometraggi, audiovisivi, clip…
    la società cambia gusti e bisogni

    domenica scorsa sono andata ad un museo tattile dove erano arrivate delle nuove opere, non c'era quasi nessuno.. per me, egoiisticamente, è stato meglio così, si vive meglio l'emozione, ma è un pò triste vedere questo totale disinteresse, sopratutto nei giovani, ci metto anceh i 30enni…
    però se da un lato è triste dall'altro non si può deviare lo specchio dei tempi in mutazione e pensare che ciò che per qualcuno resta un bisogno per altri è una noia

  8. sì è corretta Giordano
    l'immagine si rapporta alla poesia nel senso della mutazione
    la strada è interiore ed esteriore
    se leggi nei primi due versi c'è una sorta di metonimia… psiche sconnessa invece che strada e strada brutale invece che psiche, questo per creare un tutt'unico fra l'individuo e il percorso
    la conclusione paradossale accentua le difficoltà del processo
    un caro saluto

  9. anche a me è piaciuta molto! il fatto è che poche parole credo possano colpire più di tante in generale (e questo per i limiti del lettore, non per altro)…
    ho una curiosità da chiederti: il fatto che tu accenni alla strada e che poi mostri l'immagine fantascientifica di una donna con arti meccanici mi sembra correlato (ma leggendo solamente la poesia questa associazione mi sarebbe sfuggita).. la mia interpretazione è corretta?
    un bacio

    Giordano

  10. 🙂 avevo capito che eri tu..non è male marigevra!!

    spogliarsi degli orpelli per osservare l'anima
    ci ho provato varie volte ad alleggerire i miei versi
    ma poi sono sempre tornata sui miei passi
    vediamo se questa è la volta buona
    buonagiornata 🙂

  11. concordo col precedente commento
    una freccia rapida e tagliente
    scoccata con precisione

    (anch'io spero tanto che non sia vero, ma l'avviso della redazione che da qualche giorno appare la dice lunga e pare che alcuni abbiano letto la notizia non so dove. Eventualmente si vedrà il da farsi, l'importante è riuscire a rimanere in contatto…)
    baci

  12. adoro la sintesi, vedo vita contorta a causa di percorsi non lineari  in un tentativo di esser padroni di una vita che, viscida, ci sfugge.
    hai tolto tutto il superfluo per lasciare l'essenziale, anche se è un pugno nello stomaco.
    un abbraccio marigevra

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