14 commenti su “Le nebbie dell’intelletto

  1. chiarisco il mio pensiero Mari….
    intuire per me è un’azione primitiva acquisita che permette di immagazzinare dati a livello non cosciente, in fondo il nostro cervello si formalizza in maniera molto simile ad un computer (con i dovuti valori aggiunti) , alle menti più curiose e più dotate capita di immagazzinare questi dati lasciandoli in una cartella da aprire al momento opportuno, quando quella che tu chiami lampadina, crea i dovuti collegamenti, quando l’intuizione affiora e diventa proprietà della ragione, se ha un suo fondamento logico di applicazione si può intellettualizzare e rendere utile per un evento creativo ed evolutivo… però, attenzione, il modo per comprendere che sia universale non è la confutazione diretta dei consensi, ma l’assimilazione istintiva da parte dei più che ne viene. Infatti io parlo di un pensiero precussore, che deve viaggiare su binari liberi per essere veramente valutato nella sua utilità. Parlo di utilità perché è l’unico modo per rendere la teoria intellettuale pratica di vita.
    Quello che volevo sottolineare è che non si deve creare un divario incolmabile tra chi comunemente viene definito colto dalla massa perché così facendo l’intelletto diventa sterile e fine a sé stesso.
    Per intellettualizzare intendo proprio questo procedere dall’intuito alla logica passando attraverso le esperienze della storia di pensiero.
    La mia visione dell’uomo e del mondo parte e arriva sempre in un meraviglioso incastro olistico di sinergie in cui ognuno fa il suo compito secondo le sue predisposizioni primarie

  2. Intuire, intellettualizzare, diffondere.
    Si potrebbe pensare che l’intuizione sia un processo spontaneo, una lampadina che all’improvviso si accende, in realtà l’intuizione è un percorso rapido che avvicina alla verità senza rispettare tutte le tappe della logica ma partendo da un lavoro di ricerca svolto con onestà intellettuale per cogliere il vero delle cose senza preclusioni o pregiudizi.
    Non è semplice definire ciò che può dirsi vero, universale, inconfutabile.
    Allora immagino tutte le possibili obiezioni, ascolto tutti i pareri, faccio mille confronti, se niente smentisce le mie intuizioni, forse sono valide.
    Certo l’intellettuale non indaga sul modo migliore di fare la spesa, – un pensiero precursore di evoluzioni sociali –
    Quindi entra in gioco il modello sociale, umano, culturale a cui guardare.
    Con modelli diversi, l’intellettuale sostiene quello in cui si riconosce e cerca di confutare gli altri fornendo alla società motivazioni e ragioni per avvalorare le sue scelte e renderle condivisibili.
    Cosa intendi per intellettualizzare?
    Qui aiutami, altrimenti non posso passare a diffondere…..

  3. ciao Mari 🙂 benarrivata…. spero di riuscire a coltivare questo blog, wordpress è una piattaforma che mi piace davvero, la trovo più adatta ai miei pensieri.

    i tuoi neuroni non hanno niente da invidiare a nessuno 🙂

  4. sai, questo silenzio ha condannato a morte diversi neuroni del mio cervello, data l’ora gli altri già dormono, ma verrò a trovarti da sveglia….

  5. ciao Bapsy e ben arrivata…verrò a trovarti anche io prima possibile 🙂

    Stellassssaaaa!! sono cosi contenta di averti anche qui!! omnia tempus habent e su tiscali cominciavo a soffocare, non so se ci tornerò. ti abbraccio

  6. Cara Margot, non so bene come sono arrivato a te. Senz’altro attraverso uno dei blog che seguo, probabilmente quello di Aldo Ricci. Ed eccoci qua. Ti dirò che poichè la crisi finanziaria ha praticamente fatto a pezzi il mio lavooro, a me resta un (bel) po’ di tempo libero che in parte uso per seguire tracce sul web. Tracce che mi portano un po’ ovunque e che mi fanno scoprire mondi (blog) interessanti.
    Ciao e buona giornata

    • Dud 🙂 ieri pomeriggio ho letto il tuo ultimo post e ho visto il video dell’uomo più felice del mondo … ho iniziato a commentare ma ho avuto un inghippo, spero di tornarci domani.

      io sul web seguo solo le tracce giuste, in questo ho un fiuto da segugio 😉
      e da te si respira bene

  7. Condivido pienamente quello che hai scritto e aggiungo una mia esperienza personale. Ho incontrato persone che potevano -per educazione, gusti e anche livello culturale- definirsi intellettuali. Peccato che, invece di svolgere il compito di cui parli nelle prime righe, si attorcigliavano in intellettualismi e discussioni dotte finendo per astrarsi dalla realtà invece di penetrarla e, magari, tradurla a chi era meno dotato di strumenti per farlo. Creando così un piccolo, chiuso, dotto, asfittico spazio che implode.
    Invece di entrare nella vita, finivano per uscirne.
    Ciao

    • ciao Dud 🙂 come hai fatto a scovarmi? lo sai, eri nella mia lista di preferenze, ti ho letto da aldoricci…. sono venuta anche sul tuo blog e l’ho trovato interessante ma mi pare di non aver commentato

      ho intenzione di aprire questo blog con calma, ne ho già altri due da gestire, però ancora non ho trovato il tempo.

      tornando al post…fino a qulache anno fa essere intellettuale equivaleva ad essere colto e molto theoric_correct (permettimi questo neologismo), più il divario con la massa era grande più l’intellettuale si beava del suo inutile sapere, con l’avvento di internet una rivoluzione silenziosa e continua ha preso piede e si è ben evidenziato quanti palloni gonfiati circolano fra le celebrety.

      a presto 🙂

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