16 commenti su “Vivo la tua assenza…

  1. infatti pensavo proprio al racconto fantastico che inevitabilmente diventa gotico e si accende di toni scuri, di luci ed ombre.il vissuto personale a volte viene rielaborato dallo scrittore e depositato nella scrittura in modo trasfigurato, avvenimenti apparentemente banali incidono la psiche in modo individualmente differente e inoltre anche il potenziale immaginifico di ognuno varia in quantità e qualità.Il Necronomicon ha il fascino tipico di quei testi che rimangono in bilico nella mente del lettore, così dettagliato da far presupporre un fondamento storico che non c'è ma che si desidera che ci  sia, è questo il talento a parer mio,quando un racconto fantastico è riuscito ad avvolgerti come qualcosa di reale vuol dire che ha colpito nel segno.il successo dipende da una serie di fattori, specialmente nella nostra epoca contemporanea, sappiamo bene che il talento non basta, col web poi siamo diventati tutti scrittori….complimenti per il tuo lavoro di trasposizione:)serena notte, Guido

  2. Di solito mi sforzo di separare la produzione commerciale, di genere, da quella che esprime il vissuto dello scrittore, del poeta. Naturalmente l'operazione non è facile, A volte è necessario trovare la chiave d'ingresso al pensiero del creatore, quella che Henry James, in uno dei suoi racconti più perfetti chiama "the figure in the carpet".Ebbene, se il miracolo riesce, si evidenzia immediatamente l'autenticità dell'artista. In questo modo si comprende come possa essere nata la produzione dei maestri del fantastico, da Hoffmann a Poe, persino di quel Lovecraft che ha prodotto anche tanti lavori di consumo, ma il cui mondo fantastico e perturbante aveva profonde radici nella sua esperienza di vita.Proprio perché sono un amante del fantastico in letteratura, mi spiace che spesso venga banalizzato, magari con le migliori intenzioni di questo mondo. Magari anch'io faccio parte di quei banalizzatori, anche se mi sforzo, anche nella mia produzione più "gotica", di inserire esperienze e tormenti personali, e magari qualche tocco di grottesco.Quanto al rapporto col pubblico e con il successo, un poeta su cui mi è capitato di pubblicare qualcosa negli ultimi anni (cioè da quando ho ricominciato a occuparmi di letteratura, dopo essermi dedicato a realizzare le versioni digitali di tante opere letterarie e paraletterarie italiane) era assolutamente ossessionato da questo rapporto. Quel poeta era Umberto Saba.

  3. oddio Guido, per quanto mi riguarda anche io faccio parte di questa corrente gotico-surreale, fataldestinomaledetto in alcune mie raccolte di versi senza per altro vivere in un contesto di degrado sociale, è un approccio temperamentale al vissuto. l'immaginario che si mescola al reale come nella miglior tradizione surrealista è un approccio limite all'arte che spalanca porte ed universi su una dimensione sovrasensibile inequivocabilmente percepita oserei dire da tutti….ci sono scrittori, poeti e quant'altro che trovano l'ispirazione precipuamente nei momenti di disancoraggio della vita, questo non vuole dire che siano dei piagnoni depressi tutto l'anno.poi sono d'accordo con te che si può scrivere anche serana-mente, senza toni drammatici e immagini grandguignolesche.la mia formazione culturale classico-umanistica-filosofica unita al mio carattere riflessivo ed analitico, mi porta a far poesia di stati d'animo che sfociano nella speculazione filosofica e nella digressione psicanalitica.poichè l'arte è uno specchio del proprio sè globalmente recepito e pluricontestuale porrei il dibattimento su altro particolare: saper scrivere e non saper scrivere, asservire una logica di editoria finalizzata alla vendita (che purtroppo biasimo ma fino ad un certo punto) o scrivere per la passione di farlo, in entrambi i casi il bisogno, legittimo, di essere letti è innegabile,Un caro saluto, col piacere di rileggerti presto

  4. La Santacroce credo le abbia provate tutte, pur di raggiungere e conservare il successo; ma non è una colpa, se si è tecnicamente in grado di farlo. La letteratura oggi si fa con i casi letterari e con le collaborazioni importanti, che fanno sempre colpo. Non ce l'ho contro i poeti in cui la disperazione si fa filosofia e alta poesia, che può esprimere però anche istanti di serenità. Notavo semplicemente che in tanti versi soprattutto giovanili (ma ne scrivevo anch'io: credo sia un portato dell'età, che conduce all'eccesso, anche verbale), si notano spesso stilemi e intonazioni da poète maudit, spesso mescolati con immagini hard o con dissociazioni e automatismi postsurrealisti. Anche così si può fare poesia, se si vive in un ambiente sufficientemente tossico e degradato; ma questo non deve essere l'unico modo di scrivere versi, altrimenti come si potrà raggiungere la maturità artistica e uscire da un goticismo indifferenziato e vampiresco per esprimere la propria reale personalità, al di là delle maschere di moda. La poesia dovrebbe esprimere la nostra vita e il nostro tempo e, sinceramente, se vedo motivi seri di angoscia e d'incertezza per il destino nostro e della nostra specie, non mi pare che viviamo nel castello del conte Dracula. Poi, ognuno può scegliere le modalità espressive che preferisce, purché lo faccia in modo sincero e convinto.

  5. ciao Guido, non so cosa intendi con disperazione di maniera contemporanea… forse qualcosa alla isabella santacroce?

  6. Una poesia che, anche da un punto di vista formale, è poesia e che dimostra che ancora oggi si possono scrivere versi belli, al di là di quella disperazione di maniera che appesantisce tanti prodotti contemporanei.

  7. condivido sì.è 'na vita che lo dico…io sono il profeta del dubbio!è lui che mi muove.le certezze, io…specie le più misere…le lascio agli altri.ne facessero ciò che vogliono.o no?

  8. VOLO@ credere è una cosa viverlo è un'altra. l'amore ha leggi insondabili che variano a secondo delle persone, nessuno ha ancora capito il perchè ci innamoriano di qualcuno invece che di qualcun'altro, perchè l'amore finisce, perchè fa soffrire.anche il sentimento vissuto dell'amore è cambiato attraverso i secoli, pur conservando il suo nucleo, la sua essenza.non mi sento di avere nessuna  certezza in merito al suo svolgersi poichè ogni certezza viene puntualmente disattese.in liena teorica condivido il tuo pensiero, poichè l'amore è unione di spirito e materia, di ideale e reale, di iperuranio e di sotterranei, di luci abbaglainti ed ombre profonde e tutto questo a distanza non si estrinseca nella sua interezza…. ma non avere certezze, nè assiomi categorici, da persona molto intelligente quale ti ritengo penso che tu convenga a questa mia riflessione.:)

      

  9. L'assenza… Dimensione curiosa, a volte beffarda, che aumenta la consistenza delle percezioni.Non ha parole l'assenza; la si può solo sentire. 

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