16 commenti su “Ho il cuore pieno di te

  1. errata corrige –

    “L’alternanza trascinerebbe con sé la “giostra pazza e disperata” (il segno della prigionia) del cerchio – che sempre si divora -, nelle vertigini della vita.”

    Omissione di intervallo più virgola.
    L’anonimo chiede venia.

  2. … “Dormi bene”

    “”Morire, dormire … null’altro. E col sonno dar termine agli affanni dell’animo e alle altre infinite miserie della carne. Ecco un epilogo da bramarsi devotamente! Morire, dormire … Dormire! Sognare forse. (…)””.

    Alternanza e contemplanza. Ci sto bene anch’io, anche se mi sta stretto il (nel senso aggettivale) “deponente” “contemplari” che staticizza, frena, la spinta alter-nante. Sarebbe come incatenare quella spinta, che trascina verso il Tutto Altro (nel) Mistero, al palo del momento contemplativo. Il tempo lineare raffrenato da quello circolare: il bloccaggio delle ruote del tempo sputa molto fumo, bruciando la progressione del pensiero.
    Se solo dessi a quella forma circolare, mortifera, dell’anello che tanto ti affascina e fatalmente t’attira, un’estensione spiraliforme!
    L’alternanza trascinerebbe con sé la “giostra pazza e disperata” (il segno della prigionia) del cerchio che sempre si divora nelle vertigini della vita.
    Il “punto fermo” del “circolare” s’innesterebbe nella spirale (elica) del DNA della Poesia universale …

    Rispetto, comunque, il tuo credo. Fino all’estremo sacrificio voltairiano, per sostenerlo. Perchè, alla lunga, potrebbe mutare il mio.

    Come posso, ora, “dormire bene”? Dovrei, prima, cioè prima di “morire”, alleggerire i grevi cassetti della memoria perchè il pensiero accolga i sogni di vita durante quel “riposo di morte”. Col tuo aiuto.
    E il viaggio continua continua continua continua. Nel probabile sogno.

  3. …. e pertanto tutto parte da quel punto immobile, che abita la route66
    e da lì non si sposta, pur camminando.
    noi siamo fermi lì, ma abbiamo fatto tanta strada

  4. la tua domanda ci riporta alla vecchia disputa irrisolta del tempo circolare e del tempo lineare…
    da sempre apprezzo Eraclito l’oscuro, il suo panta rei, sono per il movimento che trasforma, che muta, e il suo eterno ritorno, in questo eterno ritorno il punto fermo ritorna a noi mutato eppure uguale a sè stesso.
    e seppur l’uroboro può apparire limitato e limitante reca con sè l’eternità del divenire che nella sua alchimia arricchisce ciò che siamo.
    l’orizzonte vuoto del tempo lineare va riempito, davanti a noi l’ignoto, che spaventa, come giustamente affermi, ma affascina e incita al cammino.
    Non vedo contraddizione, bensì integrazione tra questi due tempi.
    Alternanza di Azione e Contemplazione, questo è il mio credo. Il tempo lineare è azione, quello circolare contemplazione.
    dormi bene
    M_

  5. l’utente “anonimo” susseguente non sono assolutamente io, l’anonimo … conosciuto.
    Ciò che dici, cara Margot, mi intriga così tanto da congelarmi il pensiero. Rinvio la riflessione al calare dello spaesamento. Intanto, vagulo, felicemente stordito, in “quello” spazio così lontano e così vicino a te.
    Comunque.
    Sei proprio certa che “quel” momento sia fermo?
    Sta. Cioè è in trasformazione. L’immutabilità non esiste. Si ha paura del movimento perchè significa decomposizione (disintegrazione in movimento). “Il movimento statico continuo va sempre avanti. Non può essere fermato” (Jean Tinguely).

  6. C’è una voce a te dovuta…. Permettimi questo cito-riciclaggio, di uno dei poeti che amo Pedro Salinas.
    Sei un punto blu nell’orizzonte che deflagra profondo e luminoso,come una supernova dirompente.
    Tra silenzi e parole nasce quello spazio altro che tanto ami.
    Una dimensione che non appartiene, che non si possiede, ma solo esiste.
    La mia natura di donna controversa viaggia con nuoto di crawl tra ciò che mi regali e che alimenta la mia creatività con sapienza ed inquietudine.
    Su quella Route 66… su quel momento fermo.

    M_

  7. Apprezzo ciò che mi dici,
    soprattutto perchè soffia da te,
    adorabile Donna venuta dal Silenzio e incontrata per caso (?) tra le ispidezze consuete
    dei miei respiri di vita.
    Tu, inestricabile mistero che precede l’evento che precede la Forma d’ogni mio colore di Poesia.
    Nessuna lepidezza d’accatto,
    solo Forma che istruisce
    il desiderio di un bacio.

    Con la firma del Vero.

  8. Agnizione perfetta.

    Che vale poi identificarsi, quando “quei” capelli in cui s’impigliano le mie parole
    appartengono ad una “Poesia”
    che ha per nome il Disvelamento?

    il teatro del silenzio continua a
    sfornare le sue inquiete anonimìe
    tra le gabbie gelide dell’assurdo

    Vedi, non metto nemmeno il punto

  9. … lasciami la tua voce tra i capelli
    ne farò musica
    per ubriacare il tempo …

    un distillato di note che durano un infinito, il cuore dell’infinito che si nutre d’ebbrezza …

    E’ il cuore stesso della tua poesia che non abbisogna nemmeno del corpo che lo sostenga.

    Stupenda, Margot.

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