12 commenti su “Da Aurore

  1. Faccio come il gambero torno indietro per procedere in avanti. Ecco uno specchio di quello che ho lasciato come commento a Logo ed Eros, lo avevi già detto.
    “In quel burrone dove la vita ha accumulato tutte le limitationi che hanno deciso in nostro modo di essere e di amare”!!!!

    ogarD

  2. Accidenti peri, come posso commentare solo attingendo alla mia esperienza e avere il coraggio di scrivere in mezzo a citazioni dotte?
    Eppure lo faccio. Perche’ sono uno sfacciato 🙂
    Gio


  3. Ghiannis Ritsos

    Poi fece notte
    due sedie di legno
    sulla luna
    sulle sedie
    loro due
    scalzi
    l’uno di fronte all’altra
    toccandosi appena
    gli alluci.

  4. si ricade sempre all’inizio delle cose…

    chissà io quella poesia la vedo così chiara e scontata, altro che ermetica 🙂 però il tuo giudizio è sempre importante per me, se ti va di disaminarlo 🙂


  5. Arthur Rimbaud
    A nera, E bianca, I rossa, U verde, O blu:
    vocali,
    Dirò un giorno le vostre origini latenti:
    A nero busto irsuto delle mosche lucenti
    Che ronzano vicino a fetori crudeli,

    Golfi bui; E, candori di vapori e di tende,
    Lance di ghiacciai, bianchi re, brividi
    d’umbelle;
    I, sangue e sputi, porpore, riso di labbra
    belle
    Nella collera o nelle ebbrezze penitenti;

    U, fremiti divini di verdi mari, cicli,
    Pace di bestie al pascolo, pace di quelle
    rughe
    Che imprime alchìmia all’ampia fronte dello
    studioso;

    O, la superna Tromba piena di strani stridi,
    Silenzi visitati dagli Angeli e dai Mondi:
    – O, l’Omega, violetto raggio di quei Suoi
    Occhi!


     

  6. La gente pensa troppo agli altri, gli altri costituiscono un buon 90% del loro impatto col mondo, vediamo ovunque congiure e attentati, ma se non ci si piace 1000 o un kilo, pesa tutto. E io mi piaccio immensamente, è forse questo che dà fastidio a chi si odia.

  7. è assaporando il ricordo che ci si lecca i baffi,he he he
    splendido post anche per la grafica
    feliz dia amica quasi assente
    AL


  8. Salvatore Quasimodo

    Alla notte

    Dalla tua matrice
    io salgo immemore
    e piango.

    Camminano angeli, muti
    con me; non hanno respiro le cose;
    in pietra mutata ogni voce,
    silenzio di cieli sepolti.

    Il primo tuo uomo
    non sa, ma dolora.

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