13 commenti su “Gotham City

  1. tanti baciiii….alla mia cara amica margot… grazie per la tua presenza sui miei blog… buona serata…

  2. poesia del rimpianto…in un susseguirsi di versi pieni, sintattici, dove il respiro è tenuto sempre sospeso, come l’attesa…
    parole che pesano, parole che suonano “stridenti” con tutte quelle “r”..rabbia?
    o rancore?
    o rivalsa…
    c’è sempre nel poetare un modo per espiare il dolore…o il piacere…
    un bacio e buon anno
    Lorenzo

  3. La fine della poesia.

    Finite le feste con il vuoto nel cuore,
    ritorna il pensiero che era meglio non festeggiare.
    Le file, le corse, per pacchetti con fiocco rosso o d’oro
    per avere in cambio il regalo di scambio
    con un buon questo, un buon quello, fino alla nausea.
    La vita dovrebbe essere sempre una festa
    per questo ci ha creati l’essere supremo
    ma invece è una guerra mondiale nascosta
    con la tregua di un mese all’anno per gentile concessione
    dei signori degli iper-Dio-ti che vendono tutto
    ti rubano l’anima dicendoti:
    ” Va tutto bene,sono solo soldi aumentano il prodotto interno lordo”.
    Siamo gli schiavi del terzo millennio
    illusi di essere indispensabili al lavoro:
    “questo lavoro è tutto quello che ho”
    questa è la condanna di chi non ha un cuore
    quando un Mobbing improvviso ti devasta la vita.

    Solo un augurio di
    Buona vita
    Tony

  4. in realtà sono tornato sotto altre vesti, identità più anonima…
    ciao e grazie per il passaggio 🙂

  5. @P.tu sei uno scrigno prezioso a cui accedere per parole ed emozioni che elargisci con la generosità che ti è propria.
    M_

  6. Sì, le vedo, ma non le riconosco come prestate, “quelle” parole: dentro la sonora concitazione d’una amara presa di coscienza, tra aspri cantici di volubilità carnale e pentite accoglienze di desertici nulla. “Quelle” parole, passando da te, son diventate diamanti sfolgoranti nella notte oscura del disinganno, guizzi di fiammanti sensiòni – i tuoi “guizzi di fiamma ad ardere (…)” – e senso all’amore avverso le “orgie impossibili” dello stesso.
    Diventa proprio, tutto ciò che si impara ad amare, comprese le parole. Che, scelte, diventano interamente proprie, più di chi le ha proposte, più di chi le ha create …!
    tuo p. (chiedendo scusa per i troppi segni d’interpunzione, malvezzo dell’addetto alle “pulizie” della lingua).

  7. Accendo un bastone d’incenso e incido la pelle con un coltello affilato. Chi mi cercherà nel buio? Chi uscirà dalla notte? Un’orgia impossibile è una scelta che spesso ti smembra.

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