10 commenti su “Un anno senza parole

  1. Diceva anche “non ama, perché altrimenti non avrebbe potuto fare dell’amore un’arte” …. Un saluto

  2. (…) Belle cose l’una e l’altra, il senso e i pensieri, dietro alle quali stava nascosto il significato ultimo; a entrambe occorreva porgere ascolto.. (Hermane Hesse)

    Ecco, a entrambe le cose, senso e pensieri, occorre porgere ascolto. Perchè i loro linguaggi, circondati di silenzio, son fatti di parole (suoni, gridi, canti, gesti, paesaggi immaginati, sogni, sguardi sul vuoto, lacrime …) di straordinaria caratura d’oro, che solo l’amore, quello vero, condiviso – non i nirvanici annientamenti o la donazione rimpianta di sé -fa vivere per sempre.
    Parole di sangue e di cieli
    sostenute dalle ansiose inquietezze creative del Silenzio.
    Perchè, credi che nel 4′ e 33” cagiano, sussistesse solo la pausa a tempo dell’inquieto insonoro? Macchè, era pieno di respiri, colpi di tosse, suoni gutturali, scricchiolii d’ogni genere, rumori e calori di fondo della vita (io mi ci sono trovato). “Parole” anche loro, in fondo, che, in codici diversi, facevano vivere il silenzio che li avvolgeva …, assumendo ognuna
    la forma mututato dallo stesso.

  3. “Già da un pezzo s’era persuaso che il suo stesso Io era l’Atman, […] Ma mai aveva realmente trovato questo suo Io, perché aveva voluto pigliarlo con la rete del pensiero. Anche se il corpo non era certamente quest’Io […] però non era l’Io neppure il pensiero […] No, anche questo mondo del pensiero restava di qua, e non conduceva a nessuna meta uccidere l’accidentale Io dei sensi per impinguare il non meno accidentale Io del pensiero. […] Belle cose l’una e l’altra, il senso e i pensieri, dietro alle quali stava nascosto il significato ultimo; a entrambe occorreva porgere ascolto.. (Hermane Hesse)

  4. Posso entrare? Avrei qualche perplessità a statuire come ideale una qualsiasi forma di buddhità. Perchè, se è vero, come dici, che il silenzio, nel caso, è superiore ad ogni parola – e in ciò contraddico quanto più sotto dice “Il silenzio” (a proposito, chi è?)- qualcosa non torna.
    Provocazione. Secondo le mie riflessioni parafrastiche sulla lezione Florenskijana, il Silenzio è lo spazio della parola, della nota, del grido eccetera, “forme” che esistono solo dentro la dimensione dello Spazio-Silenzio. Anzi, è questo che dà forma ad esse. Allora, come è possibile che è “nel silenzio che si apre la porta alla conoscenza del proprio io interiore”, se non si dispone di parole, ma solo del Nulla del totale annientamento “nirvanico”? Come fossimo venuti dal nulla, per il nulla. Posso dirlo? A me piace far larga accoglienza al concetto della derivazione dalla Parola, il verbum che contiene in sé tutto il Dicibile. Da decifrare un po’ alla volta, attraverso le sofferte (“dislessiche” e incompibili) distillazioni poetiche – lo scopo della vita – che si faranno viatico e domanda estrema – lo scopo della morte – nei paraggi del sub-limine. Senza più parole, quale Domanda possibile?
    con discrezione e … poesia senza metro né pudore, p.

  5. @ come diceva Sidartha la ricerca e il raggiungimento del nirvana non passano attraverso i sensi ma nemmeno attraverso l’intelletto… le parole sono figlie dell’intelletto e delle emozioni, positive o negative che siano, è per questo che il silenzio è superiore ad ogni parole, in esso si apre la porta alla conoscenza del proprio Io interiore
    M_

  6. 4′ e 33” – silenzio … silenzio … silenzio -John Cage non avrebbe dovuto porgere argini al tempo …
    perchè anche il silenzio
    ha le sue dislessie patogenetiche, con vomiti di parole …
    silenzio … silenzio … silenzio …

    il silenzio

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