14 commenti su “Nella terra di nessuno

  1. “La maggior parte degli uomini
    sono come una foglia secca, che si libra e si rigira
    nell’aria e scende ondeggiando al suolo. Ma altri, pochi, sono come stelle fisse, che vanno per un loro corso preciso, e non c’è vento che li tocchi, hanno in se stessi la loro legge e il loro cammino” (H.Hesse)

    niente è superfluo, niente è inutile se viene da una stella fissa
    M_

  2. Tanto per cambiare: quante parole in più ho lasciato in questa stanza ardente.
    Parole fuori “luogo” degne solo di pneumatici silenzi?
    Ma credo, un po’ in ritardo, di aver capito. p.

  3. “Piégati solo per amore,
    se muori continuerai ad amare”.

    Non ti piace?

    destino infelice, restare diritti,
    e morire senza destino.
    (glauco)

  4. “Ogni silenzio consiste della rete di rumori minuti che l’avvolge” (I.Calvino)

    … ma anche delle luci e lucette che intermezzano follemente, inutilmente, i piccoli abeti infantili delle convenzioni, che affondano le aride radici “nella terra di nessuno”.
    Buon Silenzio, M.
    Glauco dell'”adriaco mar”.

  5. Nessun dubbio, questo interwebloquire è generoso di magie, isolate, protette, fascinose, stimolanti, tonificanti, alla fine. E’ da tener buono per la rara opportunità della reciproca “fermentazione”, ricordi?
    Despedida, sì, è congedo-addio, commiato (venato di provvisorietà), ma anche festa di addio. Il significato su cui hai richiamato l’attenzione “adombra” in effetti una permanenza di (seppure apparente) unità, una prosecutio loquendi che tuttavia non si esaurisce.
    L’allungamento serpentiforme delle ombre che si cercano disperatamente, è dato, credo, da quella forza incontrollabile originaria dell’amore che, quando è vissuto nella sua totale purezza impulsiva, non finisce mai di riverberarsi. Se il motore dell’addio non è l’odio e il disprezzo, in una parola, per umbras – costituite della stessa materia dei sogni, del resto, come la vita – quel motore continua a girare senza soluzione di continuità, e quelle proiezioni degli enti perseguono in automatico il viaggio non circolare del ricongiungimento. Viaggio che può non avere ritorni a Itaca, e che assomigliano piuttosto a navigazioni dantesche verso l’Ignoto. Per me, come sai, è l’itinerario ideale che si snoda su direttrici assolutamente non-uroboriche. Che dà senso a quell’energia protesa ineluttabilmente all’entelechia. Ci hai fatto caso che nel quadro non sussistono possibilità di coalescenze? Resta una cesura, non dell’incomunicabilità, ma dell’incompibilità. Esattamente come in tutte le forme dell’arte e della vita. E’ la forma d’amore più vera perché non scade nella volgarità della chiusura dentro la cella delle insofferenze e della ripetitività …
    Secondo me, è la iper-ipo-realtà magica dell’amore, che vive, malgrado l’esplosione dei sé, proprio mediante le forze inerziali di quella deflagrazione.
    Il gatto? Come al solito, il fitto intreccio dei misteriosi accadimenti umani del mondo ha in lui come il testimone-officiante segreto che ha da registrarli nel gran libro della storia che non potremo mai leggere. L’amore tra ombre. Che bello, se ne sentono i bisbigli come nelle notti di Spoon River. Forse è qui che si giustifica la parola “Despedida” nell’accezione di “festa d’addio”.
    Notte d’attesa di senso, Margot.

  6. ridicolo?perplessità? niente di tutto questo…

    voglio focalizzare la tua attenzione sull’immagine, è un quadro della pittrice Remedio Varo,il suo titolo è Il congedo…un uomo, una donna, si separano e ognuno va per la propria strada… ma guarda le ombre, si allungano e rimangono unite nell’assenza.. e se fosse questa surrealtà l’amore?

    ma il gatto, mi chiedo, cosa rappresenta?
    M_

  7. Dove sono le mie segrete? Nelle celle ipogèe dell’animo, carcere dell’ineluttabile … , senza finestre sul possibile del mondo.
    Cosa fanno le mie virgole? Pause deboli, qui erano anche da intendersi nell’accezione d’inezie, nonnulla, che possono modificare o capovolgere un discorso. Il tuo splendido “Così ebbra di tragico io t’amo” che chiude “Nella terra di nessuno”, per infibologia (figura retorica – lo sai – in cui un enunciato risulti ambiguo, e può avere una diversa costruzione sintattica), nel caso, e con l’aggiunta, appunto, di una pausa debole, non poteva leggersi: “Io t’amo così, ebbra di tragico”, provocando, cioè, uno scambio di soggetti? Questo farebbero le mie virgole. Niente di più.
    Ma, a questo punto, mi domando se non fosse più saggio rinunciare al “commento”; avrei evitato le tue perplessità – senz’altro dettate anche dal verseggiare scarrucolante – e mi sarei risparmiato il precipizio nel ridicolo … Vedi? Poeti si nasce. Io posso avvalermi, forse, della sola facoltà di accedere ai pascoli d’alta montagna della vera Poesia .. che sei.
    Ora capisco perché spesso ti barrichi nel prudente, e crudele, impedimento a commentare i tuoi post. Comunque, continua a farlo, non m’indurrai in tentazione.

  8. … preferiti: clic: aletheiapoietry.splinder.com

    Che strano, Margot, leggo che
    “Il pensiero che dò in pasto alle mie notti”
    è il tuo …
    Davvero strano. E’ così che,
    “ebbra di tragico, io t’amo”.
    Sì, proprio così come dici.
    Anch’io nelle mie segrete.
    Questione di virgole.
    Sapessi dei miei ritorni muti,
    nei santuari di notti e notti elettroniche,
    tra quei neri soli in fiore
    delle tue ardenze,
    tra gli abissi irti di rocce
    fra cui scorre rigoglioso il sangue
    delle tue parole
    che grida sbocchi sopra il margine
    dei luoghi comuni.
    E vedo quel rivo di cadmio stillare
    copioso nella terra di nessuno,
    a nutrire radici disseccate
    da blogger senz’ali
    ma con languidi artigli
    d’estuosi monèmi di miele.
    Avrei da dirti i sortilegi che
    le porte verdi dei tuoi occhi
    hanno dischiuso ai miei …Ma:

    “Spiacente, non puoi commentare questo post”

    Mi nutro allora della carne delle tue parole
    per non rimanere al buio tra le mie non dette,
    come ultima disperata speranza
    per la poesia della morte.

    (X) – Start – Spegni – … e i fuochi d’artificio dei tuoi caldi gemiti
    si perdono in dissolvenza incrociata
    con la notte fonda dei pixel.

    notte, Margot.

  9. E’ forse questo il vero amore…l’incontro,la passione e il suo pensiero…ma e’ proprio l’assenza il filtro magico….

  10. …una cripta segreta dove la morte prende vita… solo su questa mezza riga ci sarebbe da srivere un romenzo. Sei GRANDE
    Yotanka

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