6 commenti su “Mephistofele

  1. @AmmiratoreAnonimo: accolgo la tua riflessione che mi sembra provenire da una emozione molto vera e tutto ciò che è vero e autentico ha un valore inestimabile e prezioso.
    La poesia che si ri-versa sul quadro è la mia, non ti fari ingannare dai primi versi, è un modo per dare al sentimento, la sacralità che merita.
    Purtroppo la mia arte è visionaria, figlia della mia fertile immaginazione, figlia a sua volta di questo senso di presagio che risveglia gli angoli più nascosti della psiche e riecheggia come un baccanale panico.
    La potenza di una lenza non è data dal pesce che si pesca ma dalla tenacia e dalla forza con cui riesce a tendersi, anche se la metafora non è molto adatta, a mio parere…..
    non ci sono pesci da far abboccare in un sentimento.
    Forse la vita non ci appartiene come evento nascita-morte, ma certo tra i due punti estremi, di inizio e fine si estende il nostro spirito e la capacità di amare. La diade amorosa è un “fatto” complesso, fatto di equilibri fragili e precari. Il giusto dosaggio di sofferenza e piacere è fondamentale, quando l’uno sovrasta l’altro si perde il senso del rapporto. La capacità di appartenersi interamente deve essere cementata non solo dalla mente ma anche dal corpo prima di iniziare nuovi percorsi in cui mettersi alla prova.
    Ti invito a leggere la poesia con attenzione, potresti trovarci nuovi spunti di riflessione, a maggior ragione se il tuo animo è turbato.
    M_

  2. Anche un addio può avere un fascino particolare, magari trasformandosi in un percorso carico di bei ricordi, forse anche di rimpianti, icazzature, fraintendimenti, astiose divergenze ma… anche in una lenza dura e resistente che lottando contro tutte le avversità dell’acqua è terribilmente sicura di non deludere chi l’ha tesa. El pescado. Bel quadro, complimenti… Mefisto!!! gran pesonaggio. Forse una tua poesia ci sarebbe stata meglio, lo so, la mente è un treno che viaggia a manca e non di rado calca i binari di dritta, strana cosa la vita… e pensare che non ci appartiene, veniamo al mondo senza chiederlo e ce ne andiamo dallo stesso senza volerlo, nel frattempo cerchiamo sempre di complicarcela al massimo… i primati ci prenderebbero per stupidi, altro che evoluzione.

    un tuo ammiratore

  3. vado un pò di fretta… alloranon potendomi soffermare sui vostri post che richiedono mente libera e lucidità lascio un segno del mio passaggio un saluto per dirvi che siete importantanti per me…

  4. Vero quello che mi scrivi in Toyland.
    Come è vero che se si parla di dolore non necessariamente siamo sue vittime. Siamo vivi e viviamo la gioia come il dolore. Senza essere bambini incapaci di vedere il male.
    Il mondo dei giocattoli
    è pieno di pericoli…
    *

  5. La non resa di fronte alla possibile resa…come sempre su frequenze alte Margot, si legge con piacere e poi ci si richiude a mischiare il proprio mondo

  6. Premesso che la notte scorsa anche io ho avuto gli incubi…ed ho sognato di teschi ed ossa…e la cosa non mi è piaciuta per nulla, che dire? Si la notte ha uno spazio tutto suo nel cuore ma speriamo almeno non siano tutte così!!!
    Dolce amica mia quanto al tuo commento ebbene sì, è la copertina di questo bellissimo libro che ha segnato un momento molto particolare della mia vita e che mi ha emozionato come pochi.
    Un abbraccio e speriamo in sogni più dolci stanotte.
    Giò

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