31 commenti su “

  1. Ho letto con molto interesse il tuo intervento, saganne.
    E devo dirti che trovo limitante questa tua concezione del dubbio…senza dubbio non esiste nessuna curiosità…concordo pienamente con Margot.

    Senza dubbio nessuna molla, nessuna scelta conseguente, nel bene o nel male.

    Perchè il dubbio “è sospettare che possano esistere altre strade”, altre soluzioni, è la percezione delle altre realtà possibili, in evoluzione o involuzione. C’e’ il dubbio che evoca lo spettro dello sbaglio…e c’e’ il dubbio di non essere riusciti a cogliere aspetti più ampi di un problema o di una situazione…

    Ci sono infinite gradazioni di dubbio, sono le stesse che ci fanno mettere un passo avanti all’altro, durante il giorno.
    Il solo pensare è un dubbio.
    Continuamente fai una scelta inconscia su quali pensieri pensare, come organizzarli logicamente nella mente, se ti sono utili, se si adattano a te, e come concretizzarli poi, anche se fosse solamente decidere cosa mangiare a pranzo.

    Dal dubbio può scaturire una limitazione, un blocco dell’azione fisica o mentale ( come tu stesso hai affermato ) oppure la molla della curiosità…credo che tanto si debba alla capacità creativa della personalità in questione… Un creativo è molto curioso…e utilizza quel famoso ‘pensiero laterale’ che sconfina nell’intuizione… insomma…non si fa limitare dal dubbio, ma lo usa come trampolino di lancio verso nuove possibilità.

    Io onoro il Dubbio, come pilastro base del libero arbitrio, come onoro l’Errore.

    Per poter attuare una qualsiasi azione, come quella banalissima se alzarti ora dalla tua sedia o no…devi coltivare il dubbio se alzarti o meno, valutare cosa ti va veramente di fare o cosa è più opportuno che facessi in questo momento, tirare le tue somme e SCEGLIERE.

    A tutti è dato beneficiare del dubbio, ma non tutti sanno oltrepassarlo per accedere a nuove dimensioni mentali e di vita. La comprensione olistica, passa di qui.

    Ogni fattore è neutro, ed è solo la capacità dell’anima a colorarlo e a dargli la giusta collocazione, per la sua crescita e per quella degli altri.

    Mioddio…che prolissità. Prometto di fare la brava, la prossima volta 🙂

    Cristina


  2. P.s.
    non riesco a seguirti se non mi “fai un fischio”

    il “locale” ora è aperto:))))

    le donne non pagano…

    sopratutto quelle belle e sensuali
    * _ ^


  3. Il dubbio di cui parli( filosoficamente) attiene al concetto della relatività in senso psicanalitico.

    Peraltro tu parli di certezza attorno a quel genere specifico di relatività.

    sai che perfino la relatività psicanalitica non è neanche certa…..adesso..
    perlomeno in ordine a certi fenomeni.

    La psicanalisi oltretutto è solo una delle tante manifestazioni ed angolature secondo la quale può intendersi la percezione delle cose e dei fenomeni.

    considera( solo come uno dei esempio) la fisica.
    già questo ti fa rendere conto che esistono delle certezze storicamente e geograficamente circoscritte.

    perciò con un sorriso

    ti esorto a generalizzare il concetto di dubbio
    ( proprio come “mamma filosofia” vuole).

    senza ascrivergli dei connotati “sovrastrutturali” precipui.

    e ti ritroverai di fronte ad un concetto di dubbio
    che va da quello scettico( cioè assoluto)
    a quello metodico(Agostino) e via via fino a Peirce( dubbio che sospende l’azione.

    In parole povere
    cos’è il dubbio se non lo stato d’animo in cui la nostra specifica empiria mette in crisi la nostra “fede”( laicizza e generalizza sempre),
    le nostre credenze,
    il nostro retaggio culturale e collettivo….etc….

    ergo
    il dubbio
    in un modo o nell’altro paralizza l’azione.

    e nel momento in cui si manifesta
    non è foriero di intelligenza.

    potrebbe solo provocarla.

    potrebbe…..non è detto.

    Perchè potrebbe anche inibirla…inducendoci in quel preciso momento storico e contestuale

    ad involverci…….

    la storia dell’umanità è piena di dubbi
    che si sono rivelati cantonate colossali
    per l’evoluzione della sua stessa intelligenza.

    sto parlando di filosofia della storia
    e non di storia della filosofia
    ( presumo che essendo tu un filosofo possa seguirmi su du un binario meno banale e più appagante per entrambi).

    Cos’è invece la curiosità?

    Non necessariamente essa nasce da un dubbio.

    ma sicuramente è sollecitata d qualcosa che ignoriamo.

    l’ignoranza non è “sillogisticamente” collegata col dubbio.

    lo è invece con la curiosità.

    La curiosità segue il preciso processo
    di messa in crisi
    di identificazione e di formazione della soggettività e di collettività.

    questo( sarai d’accordo…..filosoficamente parlando) nessuno può metterlo in dubbio…..
    nessuno perlomeno finora lo ha fatto…

    ergo la curiosità sollecita sempre l’intelligenza.,
    in ogni suo caso.

    anche quando dovesse portare a manifestazioni e moti d’essere “non intelligenti”( alludo ai risultati).

    circa l’intelligenza in sè( l’ultima parte del tuo commento)

    non mi pronuncio.

    non era in discussione per ora.

    buona domenica “filosofo”

  4. veniamo a noi Maurizio e alla tua “intelligentissima” obiezione…..

    se per dubbio si intende la dubbiosità che scaturisce dall’insicurezza, allora ciò potrebbe portare ad inibire l’azione, ma il dubbio come io l’intendo è la certezza che tutto esiste in relazione a qualcos’altro, il dubbio è la certezza di non avere certezze, quella che ti porta alla curiosità di conoscere e sapere attraverso il pensiero altrui e l’esperienza, in questo caso accelera l’azione perchè diventa il motore della curiosità… io so che il mio sapere messo in relazone al tuo sapere potrebbe essere deficitario, questo dubbio mi spinge alla curiosità di conoscerti e imparare, attraverso ciò che tu sai, cose che ancora non so….

    questa è l’intelligenza che esperisce sè stessa e allo stesso tempo si accresce e si affine… ciò che è successo nell’evoluzione umana…
    poi, a mio parere, esiste un bagaglio fisiologico cerebrale che è diverso per ciuscuno di noi e ci fa più o meno intelligenti a prescindere…. su questo nessuno mi farà mai cambiare idea….
    nell’ambito di questo bagaglio ci sono più settori intellettivi, ognuno maggiormente o minormente sviluppato….

    sei d’accordo?

    M:


  5. adesso dimmi:))

    sempre filosofeggiando…( suggerisco per ora di tralasciarne i “leit motiv” più recenti…più….contemporanei…limitandoci solo alla filosofia…li riprendiamo ad uno con calma se vuoi)

    da dove nasce ( in secula seculorum)
    l’intelligenza?


  6. ciao “filosofo”:)))

    parliamone * _ ^

    il dubbio
    e la curiosità
    sono diametralmente opposti in merito a….

    …l’azione…

    il dubbio la blocca( o quanto meno la inibisce)
    la curiosità la sollecita.

    a te…( se ti va naturalmente)

  7. Il dubbio e la curiosità sono intimamente legati Maurizio…pensaci
    Quando sei curioso di qualcosa è perchè non sai,non sei certo…quindi hai un dubbio
    quando hai un dubbio ti viene la curiosità di chiarirlo….
    perdonami se ricado sempre nel mio pensiero speculativo, ma sono un filosofo oltre che un poeta…

    questo brano che hai postato ha qualcosa di sublime, veramente toccante, avvolgente come un intreccio d’edera e gelsomino….
    :):)
    M:


  8. Il prezzo di vivere

    Voglio comprarti.
    A qualsiasi prezzo.
    Non ti sto parlando di denaro. Perché nessun tesoro al mondo sarebbe il prezzo adeguato.

    Ma io voglio comprarti.

    E il prezzo che pagherò per averti….sarà il tuo.
    Perchè lo stabilirai tu.

    Non sarà per rinchiudere la tua pelle liscia in un santuario e godermi lo spettacolo in esclusiva.

    Perché tutti avranno sempre la possibilità di rimanere incantati quando ti muovi libera nel mondo.

    Ma i brividi sulla tua pelle e la sua sensualità, quelli…io li voglio per me.

    Ed avrò cura che i tuoi gemiti ed i tuoi sogni più intimi diventino come petali delicati che io saprò sfiorare ad uno ad uno….nutrendoli di me. Della mia passione e della mia venerazione.

    Non sarà avere quella cascata morbida di capelli a portata di mano.

    Perché mi esalterà qualsiasi vento impetuoso o leggero che si accosti al tuo viso per farvi all ’amore.

    E neanche sarà per quell’eleganza raffinata del tuo animo….che non potrò mai pretendere per me solamente.

    Ma le tue penombre, i tuoi silenzi e la suggestione di certi tuoi moti del cuore…In quei momenti io voglio esserci fino in fondo…anche se distante…lontano….E voglio avere un posto particolare.

    E’ una proposta immorale la mia.

    Me ne rendo conto.

    Ma non è indecente per una donna come te.

    Perché tu hai già capito che non è un capriccio …o il gusto per il proibito.

    Entrambi consapevoli tra l’altro che non sei tu,
    ma io
    ad essere legato a quel palo…..al mercato dell’impossibile.

    Ho scelto apposta di lasciarmi incatenare.
    Poi t’ho gettato la chiave. Fissandoti dritta negli occhi e senza alcuna parola.

    Perché ho deciso che adesso io voglio comprarti.

    Ho deciso cioè di morire
    per poter scegliere di rinascere a modo mio.
    E’ l’unica occasione dove un uomo può decidere della sua sorte.

    Quando egli si mette in gioco per trasformare il suo sogno in realtà.

    E adesso sbrigati….occupati tu dei dettagli.

    Ti aspetterò dove i vortici del mondo esterno non hanno significato
    e dove gli spettri non hanno il permesso di entrare.

    Ti aspetterò tra le dune della tenerezza
    dove torneremo bambini
    e riusciremo a far risuonare i nostri canti inespressi da tanto…tanto tempo.

    Voglio comprarti e ricomprarti ogni giorno.

    Per non scordarmi mai più
    tra le tue braccia

    che io esisto.

    non sono d’accordo Margot.
    non credo che il dubbio sia il motore dell’intellingenza.
    ma la
    curiosità.
    il dubbio il più delle volte inibisce l’intelligenza( combinato di pensiero, azione ed estro).
    diventa perfino un alibi ….spesso.

  9. Assolutamente, Margot, senza dubbio 🙂 Per Borges, addirittura, il dubbio era un nome dell’intelligenza.
    E quale miglior viatico, il dubbio, per tornare all’essere?
    Rassicurante solo in superficie, esso mi stupisce e mi sgomenta più del nulla. Anche portando l’io cartesiano fino agli estremi dell’idealismo assoluto, esso c’è, fosse solo il contenuto del mio stesso pensiero, un atto di pura coscienza, coscienza tetica di se stessa, pensiero di pensiero, esso comunque c’è, è un dato di fatto, ma perché, piuttosto, non c’è?
    Ciao

  10. ed il dubbio il motore dell’intelligenza.. Claudio
    senza di esso le certezze diverrebbero sterili pilastri inanimati

  11. spero di non aver contribuito ad appesantire quella che tu chiami crisi, quella che io sono solito ritenere…metamorfosi. Ah…ne subiamo tante, ne promuoviamo altrettante nella ricerca della coerenza interiore. E si gira, si gira come nella spirale tanto cara al metodo di Gustavo ,e ci ritroviamo in ritardo pure nella sincronicità, e ci crollano addosso gli archetipi (che se di anima parliamo…poco male, ma se in braccio mi ritrovo il vecchio saggio, o la grande madre, mi viene l’ernia)…ops…mi sono dilungato.. Non esiste a mio parere un punto di arrivo…se non quello delle parole che cozzano con la mia personale incapacità di metterle a letto con la dovuta delicatezza. Metterle a nanna, come scriverle e lasciarle sognare. Ma poi si svegliano, o forse scappano prima tra le lenzuola, e fuori ti accorgi che è calata la nebbia.
    In mezzo a tutto questo delirio, c’è forse un pezzo della risposta che il tuo commento meritava. Il resto me lo sono perso. Ma giungerà con il tempo.

  12. oh! Hillman! L'”uomo della collina” non poteva scrivere altrimenti…
    ho apprezzato molto il suo “Revisione della psicologia”, poi ho incominciato a storcere il naso, da “Forme del potere” in poi… era sempre in primo piano nelle vetrine delle librerie, con le varie declinazioni di Anima. Ma questo luogo è estremamente junghiano, Hillman, Carotenuto….Hescher…e torno indietro di 10 anni di vita, e mi fa piacere.
    tornerò.

  13. E’ così.
    Felici si nasce,
    ansiosi si diventa,
    ladri si nasce,
    ingegneri si diventa,
    buoni si nasce,
    opportunisti si diventa,
    madri e padri si nasce,
    figli si diventa,
    qualcuno si nasce,
    nessuno si diventa,
    sopravviventi si nasce
    vivi si diventa,
    sorridenti si nasce,
    piagnucolosi si diventa,
    stupidi si nasce,
    stupiti si diventa,
    esseri umani…
    esseri umani non si nasce…
    si diventa.

    Fede

  14. Hillmann è un raro conoscitore d’anime… ammaliante con la sua prosa.

    Mi piace il tuo blog, sono lieto di aver incrociato il mio cammino con il tuo.

    un caro saluto 😉

  15. E cosa accade se non si riesce a capire quale sia questa nostra unicità ? questo nostro carattere che molto più spesso di quanto ci si renda conto rapportiamo alle persone che ci circondano ? A volte mi è veramente difficile sapere chi sono. Grazie per la tua vicinanza amica mia un abbraccio.

  16. siamo tutti unici, creatori di infinite realtà e costruttori di società. Io ancora non capisco come possiamo essere schiavi di ciò che creiamo noi, non trovo risposta…

  17. “Quando il bambino era veramente bambino e si chiedeva perché io, che sono io, sono io, piuttosto che un altro?” declamava l’ultimo corifeo sotto il cielo di Berlino. In altri termini, perché l’essere piuttosto che il nulla?
    Sileno conosceva la risposta! E anche le Muse Elicone non scherzavano.

  18. Un vecchio proverbio napoletano dice che chi nasce rotondo è difficile che diventa quadrato. Difficile, ma non impossibile. Sospesi tra essere e divenire, siamo, perché pensiamo, ma il pensiero è talmente mutevole che a volte dubitiamo se c’è veramente un destino, se veramente siamo fatti così e siamo qui per essere come siamo.

  19. un ontologia del Nulla, Angelo…non credo che sarebbe una soluzione definitiva e appagante, ma come ho detto ad Antares, a volte anche credere nel nulla può servire ad ancorarsi a qualcosa, poichè è il disancoraggio ciòò che più di tutto destabilizza…..
    M:

  20. E’ il nostro destino, come un tempo sosteneva il pensiero tragico, non c’è libero arbitrio fondato sull’Essere che lo possa confutare. E le Parche sono lì, a tesserlo, inesorabilmente. Occorrerebbe un’Ontologia del Nulla, ma è dai tempi di Esiodo che non si ha il coraggio di tentarla.
    Ciao Margot

  21. Un pensiero che condivido in parte.Attraverso il patrimonio del DNA , portiamo in dono il carattere ,successivamente poi ,modifichiamo,e formiamo la personalià.Cara Margot ,la musica di leonard cohen è di grande effetto(piaciuta)..Ti auguro buona domenica.Dora

  22. cara margot, sempre cosi presente, sempre cosi cara nei miei confronti, si, perchè il tuo commento è efficace, e centra a pieno come mi sento e le mie paure… GRAZIE CARA MARGOT!… ho paura però…

  23. è solo apparente la contraddizione col divenire GIuseppe… anche io penso che noi siamo divenire e mutamento, ma in questo mutamento qualcosa resto fedele a sè stesso, ed è il carattere…..
    la teoria della ghianda di hilmann si riferisce alla propria vocazione, al poprio talento, al daimon interiore che prima o poi fa la sua chiamata…
    è il momento in cui abbiamo la piena consapevolezza che siamo nati per fare quella cosa, qualunque essa sia…
    M:

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