7 commenti su “Chimere

  1. Distacchi

    Non avevano dubbi quella notte che il destino sarebbe venuto a rapirli l’indomani.

    E i loro respiri diventarono all’improvviso un atto forte. Violento.
    Gioioso come un gesto di ribellione contro il tempo.
    Non riuscirono a fare l’amore. Rimasero stesi al buio sui due letti adiacenti.
    Tendendo la mano verso la mano. Un incrocio di ricordi e d’immaginazione d’un futuro che sapeva di vuoto s’intrecciò come loro stavano facendo con le dita.

    Quel posto era stato gradevole.
    E loro l’avevano reso pieno di fascino e di poesia.

    L’avevano protetto come un paradiso.
    Avendone ricevuto i doni che solo le emozioni sanno creare.

    Simili a due raggi di luce
    ciascuno aveva portato con sé
    la propria freschezza e i loro sguardi profondi.

    Sono quelli i momenti magici in cui ci si interroga senza alcuna solennità
    sul destino della civiltà e dei grandi eventi che hanno trasformato il mondo.

    Perché quei momenti vengono percepiti come la risposta a tutto ciò che è accaduto
    ed accade.

    Perché è come se ogni cosa,
    ogni vita ed ogni morte,
    ogni vittoria ed ogni sconfitta sembra avere un ‘ unica spiegazione…..
    …la loro presenza insieme.
    In quell’angolo di mondo….che diventa per incanto il centro del mondo.
    La ragione del tempo e dello spazio.

    Anche adesso,
    in quel buio silenzioso
    ciascuno per conto suo si poneva le stesse domande senza risposta.

    La storia avrebbe dimenticato quella notte.
    Ma loro no.
    E più si lasciavano assorbire dal senso del distacco
    più i loro movimenti diventavano lenti, difficili…”trascinati”.

    Perché furono assaliti dalla consapevolezza di quanto fosse misera quell’ultima occasione di fronte a tutto il resto.

    Di fronte a ciò che avevano vissuto.
    Ed a ciò che non avrebbero vissuto mai.

    Stava per cominciare una nuova vita.

    Prima di loro erano stati soli.

    Lo avevano capito in quei giorni.

    Avevano parlato insieme con la rispettiva solitudine.
    Avevano fatto in modo che quella si mettesse in disparte. A guardarli in silenzio.

    Ed ora la vedevano rialzarsi dal suo angolo lugubre. Stavano per tornarvi in compagnia…

    Ebbero paura delle parole.

    Qualsiasi frase sarebbe stata come ostentata….usata quasi come mezzo di seduzione per il destino.

    Ne avevano paura e la ritenevano perfino fuori luogo.

    Perché sapevano che qualsiasi cenno sarebbe diventato lo spettacolo di sé stesso,
    ripetitivo,
    ma soprattutto privo di sostanza.

    Come un mulinello aspirato dal suo stesso movimento.

    Perciò non si dissero niente.

    E quando giunse l’alba
    essi guardarono per la prima volta il sole che saliva in alto
    come qualcosa di inquietante.

    E la luna che scompariva
    come il centro di un paradiso
    che da ora sarebbe stato relegato nella loro memoria.
    Avrebbero dovuto trovare un senso a tutto questo.

    Ma non ora……..

    Ci avrebbero pensato dopo…

    Avrebbero avuto tutto il tempo
    per pensarci….

  2. Manon

    Il cuore di certe sere a volte passa come l’illusione di un soffio. E come per incanto riaffiorano mille ricordi confusi, agitati ancor più dalla brezza che sfiora il viso a tratti, quasi a reclamare l’attenzione non concessale. Relegata al ruolo di un clima lontano, perduto, quell’aria disordinata come i pensieri e le emozioni riporta con un suo senso di rivalsa tutte le immagini ed i tasselli mancanti al restauro fastidioso della propria memoria. E questo accade proprio quando si vorrebbe dimenticare, restando indifferenti ai propri rimorsi solo per recuperare un attimo ancora. Un attimo in cui respirarsi come a vita nuova, vergini ed intatti come si fosse nati in quel preciso momento.Senza un passato, senza una storia. Con una lunga ed infinita strada all’orizzonte da poter ripercorrere a modo proprio…..a proprio modo e basta.
    Quella sera il ragazzo era rientrato simile ad un raggio di luce. Portava con sé la freschezza e la salute del mondo esterno.

    Il suo sguardo profondo, la sua capigliatura folta ed ondulata gli davano l’aria di uno straniero di passaggio.Un avventuriero apparentemente pulito e sano che al calare della notte avrebbe trasformato la penombra in capricci. E lei sarebbe stata la fessura di quel crepuscolo indecifrabile.

    Lui prese a spogliarsi.A torso nudo accese una candela ed i suoi gesti si fecero d’un tratto scomposti….consueti…assenti.La sensazione di freschezza cedette immediatamente il passo al senso di frustrazione che da giorni li assorbiva entrambi. La ragazza si rese subito conto che era stata la sua ansia, mista alla sua inesauribile fantasia e voglia di vita a figurarselo diverso.

    Ogni sera che lui rientrava dalle bische dove tentava di cambiare la loro vita

    lei lo voleva diverso.Se lo immaginava più come attore, protagonista vincente di quel mondo di cui invece erano entrambi vittime.

    Come un oasi nel loro deserto senza prospettive lo vedeva ora scrittore famoso, ora capitano di un maestoso veliero. Perfino coreografo della sorte dell’intera Parigi.

    E invece stavano soffrendo la miseria.

    Prigionieri della loro libertà che avavano tanto rivendicato..ma che non sfamava.

    In fondo nessuno dei due all’inizio aveva temuto di cambiar vita.

    La ragazza talvolta aveva anche pensato che con molta probabilità a rimetterci di più era stato lui nel seguirla e nell’amarla.

    Ma poi quando lo teneva tra le braccia dopo aver fatto l’amore, anche lei dimenticava tutto.

    La loro realtà scompariva.

    E in quei momenti più niente la colpiva in profondità.

    Smetteva di provare qualcosa di preciso….lasciandosi andare ai tremiti ed ai battiti da cui era ancora pervasa.

    Lo accarezzava teneramente mentre lui dormiva con il suo viso disteso.

    E lentamente scivolava nel sonno anche lei. Nel suo mondo di sogni.

    Al domani ci avrebbero pensato……
    domani.

    ti piace Manon?:)))

  3. La tua voce…
    domani sarà libera?
    Uno scambio di opinioni…
    questo vorrei!
    Un abbraccio Lady Margot

    Un Angelo di passaggio.

  4. Scusami per questo messaggio forse fuori luogo, non vorrei disturbare ma volevo avvertirti che foglidiparole ha risolto i problemi tecnici ed ha riaperto: ora possiamo scrivere e confrontarci come un tempo.

    Caro saluto.
    Nadine (Swan)

  5. Delicatissima e triste, come un canto di dolce malinconia, tra lacrime ormai asciugate…
    Baci,
    Manu

    Ps:Mi fa piacere sapere che la poesia Enigma ti ha toccato, un motivo in più per cercare di scrivere ancora quando sento di raccontare qualche emozione… ^__^

  6. Non c’è armistizio sulla scacchiera, non è concessa neppure la condizione di straniero, l’esilio, ma unicamente la promessa della sua eliminazione. Qui il perdere o il vincere, non sono un’esperienza qualsiasi. Su quelle case, il giocatore esperisce la Morte! Scacco matto. Lo sa bene l’Arte, dove l’avversario del giocatore è Lei, la Grande Signora! Non c’è più titanismo né dolore, essenza della tragedia, in questo gioco, nessuna lotta contro il destino, ma la semplice visione della Morte! Chi non gioca con lei, muove solo pezzi di legno, o freddi pezzi di marmo. Scacco!

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...