3 commenti su “Da Frammenti di un discorso amoroso

  1. forse in questo concetto che hai espresso stanno i limiti dell’amore,si cerca di clare, occultare, nascondere…perchè si teme di perdere di essere sconfitti…la grandezza dell’amore è di essere sempre se stessi,di dimostrarsi di amare con tutto il rosso della passione…è difficile perdersi allora!!!

  2. Naturalezza

    E si sarebbe ben guadagnata il merito di sopravvivere
    dipingendo le sue nuvole
    e nutrendosi dei sogni che esse le avrebbero suggerito.
    Senza dover finalmente dover render conto a nessuno del suo mondo incantato.

    Prima di tutto un ballo.

    La danza di una libertà ritrovata. Che andava oltre a ciò di cui tutti parlavano…..
    … senza che però avessero mai saputo segnare un solo passo di quell’incantevole muoversi ed intrecciarsi.

    La libertà che lei desiderava era fatta di piccole cose.
    Perchè lei amava le piccole cose. Se ne sentiva finalmente parte ora che poteva aprire gli occhi e guardare il mare senza che qualcuno glielo impedisse o la giudicasse per questo.

    E in fondo un ballo che cos’è…..se non l’espressione di qualcosa che non sappiamo ancora di noi?

    Ci atterrisce a volte l’idea di restare inerti per sempre.
    Come aveva atterrito lei.

    Ci sgomenta talvolta le sensazione di passare il nostro tempo nella sola contemplazione dell’intelligenza e della virtù degli altri convinti di esserne sprovvisti….e la colpa di questa convinzione sta sempre in qualcuno che ha fatto bella mostra di sé, mascherando dietro alla voglia di dare protezione solo tanta paura di sé stessi e di ciò che avrebbero potuto essere.
    E ci han… “vestito” in questo modo.
    Sono quei vestiti con cui ci coprono quando non sappiamo farlo ancora da soli.
    E sono indumenti che per alcuni finiscono per rappresentare il destino perchè non vengono dismessi mai….anche se logori, stretti e inadeguati.

    Proprio come quelle idee che non si muovono neanche di un millimetro
    quegli stracci possono apparire a certi
    perfino la virtù di cui può accadere che ci si compiaccia.
    Ma poi per fortuna basta un tuffo nel mare..sopratutto per chi non aveva mai visto prima il mare delle proprie emozioni in movimento.
    Ed ecco che ad uno ad uno ogni brandello di quella stoffa scivola di dosso
    lasciando finalmente nudo e libero il senso e la libertà di respirare..
    …a modo proprio…..di lasciarsi andare alla dolce follia dell’ urlo e dello stupore per quelle nuove ed incredibili sensazioni di caldo e freddoche prima erano sconosciute. Per quei moti insospettabili
    di passione e di compassione
    che riaffiorano così come suggerisce e comanda solo il proprio cuore.
    Solo lui e nessun altro.

    Che è il cuore che finalmente si comincia ad ascoltare.

    E mentre parla tu balli.

    Proprio come fece lei quando iniziò a muoversi da sola…..a stringersi le braccia intorno al seno mentre girava, e girava e ballava senza mai fermarsi.
    Come il mondo.
    Come i sogni, le paure ed i desideri.

    Era così felice della scoperta di sé che non s’era accorta di lui che s’era incantato a guardarla.
    E mentre la fissava
    vide nel suo sorriso
    la magia della vita ed il suo essenziale.
    Si. L’essenziale……che non era quello di non imporsi come si diceva dovunque….che non era quello di farsi ammirare e di avere tutta la luce de sole per sé.
    I raggi sono così tanti che ce n’è abbastanza per tutti.

    Purchè si provi ad esistere.

    Esistere, già.

    Senza giocare a commedie che schiacciano, invidiano, seppelliscono e…. ignorano.

    E se non lo sappiamo fare
    magari possiamo cominciare da cose semplici

    come quei passi disordinati di lei sulla spiaggia della propria libertà.

    Il perché anche lui fosse li probabilmente non era un caso.
    Ma nessuno dei due se lo volle chiedere.

    Cominciarono semplicemente a ballare insieme,
    si confusero e si affascinarono.

    Il resto accadde come una stella.

    Perché adesso

    ogni cosa andava riacquistando la sua sensualità naturale.

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