5 commenti su “L’emozione di ricordare Aldo


  1. quella clessidra io l’ho buttata via:))))

    da un pezzo…

    non rinnegando mai niente di ogni mio
    passato.

    ma restituendo a me

    quello che pensavo fosse di cesare

    e lasciando a cesare
    tutto il resto…

    che ne facesse ciò che vuole.
    di sè e di chiunque altri.

    tranne di me.:)))

    lo scrivo col sorriso e con pacatezza.

    la più grande forza dell’uomo
    sta nella sua debolezza….
    …e nella consapevolezza di essa.

    …ad astra….

  2. Ho aperto gli occhi e ho visto una clessidra… sì una clessidra di parole, versi, immagini, gocce di cuore e collisioni di ricordi e bestemmie… tutto quanto che scivola giù lentamente e poi da capo, dal verso opposto…

    Baci


  3. sai dove ti ho incrociato la prima volta per caso?

    presso una “scaramouche”.

    Tu sai cos’è una scaramouche..letterariamente parlando…

    la sua napoletanità originaria….

    la sua comicità…

    la sua vanagloria…

    in parole povere
    una “summa” di lazzi e virtuosismi da piazza
    che trasforma la “spada” in chitarra “distorta”

    dando il senso preciso
    di una mitologia “barocca”.

    Tiberio Fiorilli ( & C.) docet.

    Immagino( lo spero) che tu fossi li e stessi assistendo alla “scaramouche”
    come una bambina divertita
    quando la mamma la porta alle giostre.
    e lì la bambina incontra “picchio pacchio e i suoi birilli”

    c’ero anch’io sai:))))

    eravamo li( senza secchiello e senza paletta)…
    come due bambini…:)))

    se così non fosse
    ti avrei sopravvalutata.

    non voglio crederci…

    un sorriso.

  4. “l’ultimo interlocutore” ha avuto….
    …paura.

    paura di starmi appresso.

    e io sono troppo “semplice”
    per non averlo capito subito

    al di la di tutte le stronzate che si possono raccontare in questi casi
    a proprio discapito o “merito”.:)))

    non sto giudicando la cosa.

    non giudico mai nessuno.:)))

    ma preferisco guardare in faccia

    l’aleteia così com’è…

    anche perchè
    pur essendo( io) semplice

    so più che bene
    che non è affatto facile
    starmi appresso.

    questo te lo assicuro * _ ^

    tu te la senti di farlo bella bambina?

    filosofeggiamo e poetizziamo un pò allora?

    dai:))))

    a te “l’epistasi” .

    speriamo che non diventi un’epistassi:)))

    buona domenica femmina

    da un “anagogo” qualsiasi.* _ ^


  5. Nemesi e palingenesi …poetica

    Lo chiamano amore.
    Io la chiamo poesia. E’ un delitto? Ma chi uccido?
    Commetto un oltraggio nel guardare a fondo di quell’intrico che lega corpi ed anime con un nodo che si presenta sempre allo stesso modo, con un bacio?

    Poi spesso( non sempre..ma spesso) diventa una drammatica dipendenza……
    drammatica dipendenza, si.

    Lo chiamano amore.
    Ed io lo chiamo Eros ed Ananke.
    Un corpo posseduto ed una ragione che si dibatte per tutta la vita

    per cercare di uscire dal cerchio morbido di quella fascia dove non si pensa neanche a possibilità di strappo.

    E quando questo strappo accade esso è quasi strangolante.

    Ed in quella poesia, così come in quel corpo ed in quella tua ragione
    c’è il pensiero che ti sovrasta ….spaziando da Nietzsche ai bambini troppo al centro di attenzioni non necessarie.

    Ma tu?
    Quando ti alterni in questi tuoi zigzagando, dove sei?..
    Si. Dove sei tu?

    Perchè Nietzsche può esserti d’aiuto, così come l’osservare quei bambini ed i loro vizi.

    Ma tu?
    Ancora in pellegrinaggio?
    verso dove?
    verso la completezza?

    Ma sai che l’autobus è passato.
    Anzi.
    Quella fermata è solo una finzione.

    Sei parte di un cast,
    come in un film dove lo scenario è ricostruito a tua misura e per il tuo ruolo.
    Quella fermata è finta.

    Ma è così bella che tu hai finito per crederci davvero

    Ed il tuo cervello non è riuscito ad evitare la presunzione ..
    ….la presunzione di poter controllare il corpo dirigendone le emozioni.

    E allora è necessario che tu muoia.

    Perchè solo quando il seme muore finalmente potrà nascere la pianta.

    Ecco a cosa può servirti la poesia.

    Solo catarsi?
    No.

    Abolizione di qualsiasi gesto simbolico e rituale.

    La nostra vita è già un rito in sè.

    Non abbiamo bisogno di appellarci a simboli e miti
    per renderci conto che la vera poesia necessita della morte di qualcosa
    per dar vita al nuovo..

    che la vera poesia e continua rigenerazione, palingenesi!

    Ed è anche consapevolezza che nella nostra virtù sta sempre la nostra condanna,
    nemesi!..

    Ogni nostra vittoria sarà quindi strumento della nostra nemesi.

    Perciò muoia pure un poeta al minuto!

    Ne nasceranno altri quattro al posto suo
    che si saranno cibati di lui.

    Ma nessuno di loro sarà mai crocifisso se non da sè stessi e dalla loro eventuale presunzione di possedere l’elisir per salvarsi dalla debolezza….
    che è la vera forza che governa il mondo e la vita di chiunque…

    quando però se ne diventa consapevoli.

    maurizio

    parliamo filosofeggiando un pò bella bambina…
    avanti!….
    con leggerezza se vuoi..
    ma facciamo sul serio..

    la filosofia e la poesia
    sono cose serie….lo sai * _ ^

    tocca a te ora…
    femmina!( anche la filosofia lo è).

    mi sono rotto le palle.

    voglio un interlocutore che mi stia appresso.

    te la senti?:)))

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