7 commenti su “Da Il tempo delle emozioni

  1. In risposta al tuo commento.. No nessun’altra in particolare. Ho le potenzialità per farne altre ma manco d’ispirazione.
    Vorrà dire che quando mi capiterà sarai una delle prima a vederle 🙂

    Arrivederci, per servirti, OzWizard.

  2. non è la cultura che fa l’anima, mia cara antonella, quella o ce l’abbiamo e non ce l’abbiamo.. e tu ne hai tanta, di quella bella..

  3. È una filosofia contorta ma affascinante. Geniale.

    Comunque, grazie del tuo commento Margot (sì l’ho fatta io).

    Arrivederci, per servirti OzWizard.

  4. [ed arrivo io dopo il papiro in cui perdersi di saganne e le tue parole…io che in certi momenti mi sento così ignorante…ma concordo con le parole di aldo…]

  5. Errata corrige…lapsus freudiano.

    ho scritto Montale invece di Quasimodo.

    Entrambi molto “affini” nel loro messaggio di vita.

    al primo(Montale)…. il Nobel…

    ma non è l’unico che si sofferma sul “male del vivere”

    e che è stato premiato a Stoccolma.

    buona giornata:))))
    maurizio

  6. ” Ed è la civiltà dell’uomo che si è costruita sulla regolamentazione dei rapporti tra simili.Sulla definizione della libertà del singolo, perchè solo da questa si poteva giungere a garantire la libertà di molti.Il passaggio dalla sessualità all’erotismo è stato consentito proprio dall’imposizione di una norma e del relativo sistema dei divieti, poichè regolamentare significa stabilire quali siano i comportamenti leciti e quali no.”( Carotenuto)

    Quì lo studioso parte da assunti Weberiani…e prima di lui…altri…( molti grandi psicanalisti, da ciò che mi è parso di capire, nel momento in cui giungono a porsi il problema esistenziale di definire “l’ ontos”-uomo, si “perdono” nel labirinto e negli stessi limiti della loro stessa impostazione. E’ inevitabile, partendo dalla considerazione che sia necessario il recupero del Sè, finire per rischiare di “uccidere” l’eros( come fatto etico ed estetico prima che istintuale)….Egli cita su questo genere di questioni infatti e spesso Battaille…che è un nichilista.
    Personalmente sono convinto che in una dimensione che recuperi totalmente l’uomo, una dimensione antropologicamente non riduttiva, vada accettato il concetto di squilibrio senza conferirgli alcun giudizio di merito o demerito.Poichè la vita, in sè e per sè..è squilibrio.
    Averne paura è naturale per ciascuno di noi. Ma questo genere di paura finisce per inibire le nostre stesse potenzialità( in termini di “individuazione” di noi stessi e nell’ordine della dimensione intrarelazionale ed interrelazionale…….Per dirla in parole povere “l’ognuno sta solo al centro della terra, ed è subito sera” è a mio modesto avviso un grande spreco di possibilità. E confesso che, al di la del grande pregio e merito di Montale, l’avergli conferito il Nobel per la sua poesia( e quindi per il suo pensiero )l’ho sempre trovato emblematico e drammatico di quanto la nostra società sia tendenzialmente proiettata verso un nichilismo ed un solipsismo che( questo si!..invece che la vita) dovrebbe farci paura.

    “è questo il “movimento( leggi sempre Weber e successivamente..proprio negli anni in cui Carotenuto si accinge a scrivere di questi temi…Alberoni con il suo vero capolavoro “Movimento ed istituzione”) attraverso cui la psiche trasforma l’energia istintuale in energia che può essere impiegata in lavoro psichico….l’ostacolo trasforma il “bisogno” animale in “desiderio” dell’uomo.Ma in questo desiderare(essere senza punti di riferimento) c’è come un’altra trasformazione.
    Parrebbe di entrare nel “labirinto” per antonomasia.quello costruito da Dedalo nella reggia di Minosse.
    Siamo in agguato del vero nemico, del vero mostro.Potrebbe sembrare retorico affermare che il nemico tanto temuto altri non è che sè stessi.
    Ma in questo contesto vale il discorso di Nietzsche per il quale “l’amor fati” implica sopratutto
    “l’accettazione consapevole” della propria vita.Ed il riconoscimento che il tuo male ha anch’esso di fatto modellato la tua vita, così comè”( carotenuto)

    come vedi non ne esce:))))….finisce per ricorrere al filosofo tedesco, attingendone solo un passo e non il messaggio in sè.
    Nietzsche fu per la vita.( il suo messaggio in due parole….rischiamo!…. sempre perchè solo così ci liberiamo dell’uomo per giungere al superuomo…ci liberiamo cioè delle inibizioni per giungere nella nostra autentica dimensione che è quella in cui viviamo la nostra storicità e la nostra etica ed estetica, modellandole a seconda del nostro personale appagamento ed in relazione al nostro “stare con gli altri”( Zarathustra).

    è il limite di cui facevo cenno che in qualche modo “infetta” più o meno tutta la psicanalisi”

    ( lo stesso Fromm…osannato proprio dai figli dei fiori e generazioni successive come il “cantore” dell’amore e dell’eros, quando psicanalizza l’amore finisce per dover ricorrere a S.Agostino per dare al suo messaggio un senso positivo, contraddicendo gli assunti da cui era partito).

    Te la dirò alla H. Hesse:)))per ora….pensando che il discorso possa ampliarsi a poco a poco.

    V’è un Narciso ed un Boccadoro in ciascuno di noi.

    L’equilibrio tra le due costanti non è mai facile.
    E spesso ci fa scivolare.
    Ma non v’è aspetto della vita dove non corriamo lo stesso rischio.
    Tranne quando dormiamo, forse.Perchè anche li rischiamo di riesumare vicende che vengono elaborate come incubi. E di riviverli e poi ricordarli.

    Il rischio di cadere c’è sempre.
    in ogni cosa dell’uomo.
    E si cade.
    A volte perfino di proposito ed inconsapevolmente.

    Accettiamolo come parte di noi
    e finiremo per avere meno paura.( ho provato a dirlo a quel famoso “cancro” …aveva una grande paura di “vivere”…..
    c’era troppa paura di retaggi e di ombre passate per accettare la propria sfida con la propria vita( e ciò a me dispiaceva tanto quando me ne rendevo conto).
    Ho provato a dirlo, come ti dicevo, ma ho sbagliato nei termini e nei tempi e perfino nei modi…..ed anche questo è un rischio se ci pensi:))) ).

    Un rischio, qualsiasi rischio che riguardi la vita credo vada ritenuto come accettabile
    se ci da la possibilità di scoprirci ancora come
    un capolavoro inesauribile di creatività, di errori, di smussamenti, di gioie, di insuccessi..in parole povere….di vita.
    :))))
    maurizio

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...