5 commenti su “

  1. Mi fermo ad assaporare
    la vertigine nella tua bocca.
    Un altro oblio
    non avrebbe eco più familiare.
    Un’altra caduta
    non avrebbe profondità più misteriosa.
    Cavalca questa fiamma che mi arde dentro,
    rapendo angeli dal cielo dei miei sospiri.
    In te le mie mani toccano una luce
    che altrove non possono scoprire.

  2. (14: già “presa” …)

    off-topic: no, il “tempo di bilanci” per me è già passato da un po’ … ora mi sento spesso come un carretto, di quelli trainati da un mulo, a cui abbiano staccato il mulo: le stanghe puntano verso il cielo e il “dietro” (il passato) pesa tanto da toccare terra …

    bacizap

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