3 commenti su “

  1. Mmm… si potrebbe intraprendere un’ interessante discussione al riguardo. Ognuno di noi è un micro-cosmo, un piccolo frammento che al momento della morte si ricongiunge con l’energia primigenia da cui si era precedentemente staccato. Io ho sempre immaginato l’anima come un frammento di pura energia e Dio come una massa incommensurabile di energia.
    L’Arte, così come altre forme più o meno legittime di “catarsi”, quali il sadismo, il masochismo, lo yoga e l’ascetismo, hanno un obiettivo comune, anche se sotto certi aspetti può sembrare paradossale, ovvero l’unione mistica con qualcosa di trascende (Dio, Buddha, Brahama, Allah e quant’altro ancora). L’uomo, nella sua finitezza, sente il bisogno di tendere verso un assoluto che lo completi.
    “Il nostro eterno di poeti sono le parole che abbiamo scritto, ma anche in quelle parole vive solo una parte di noi e non la nostra interezza.” Questo è vero. L’uomo ha continuamente bisogno di punti di riferimento fissi, tangibili e a sua misura. Ricordi quando mi hai chiesto come dovevi chiamarmi ed io ti ho detto che il nome non aveva importanza? Ecco… il nome è un espediente che l’uomo usa per racchiudere un qualcosa in confini che lui può abbracciare sia mentalmente che materialmente. Tempo fa mi sono dilettato a riflettere sul concetto di essenza e di riduzione eidetica, memore del corso di studi che ho fatto all’università. L’essenza, di per sè, è quel qualcosa grazie alla quale una cosa è ciò che è. Questo per volerla definire in termini semplicistici. Pensandoci un pò, e ricollegandomi al discorso sull’eterno che tu hai fatto, ho pensato questo: che l’essenza sia quell’anomia che ci identifica più di quanto possa fare una miriade di nomi? Facci caso, il nome è sempre uno strumento privativo, che estrapola una parte dal tutto, una metonimia universale (definizione che mi è venuta in mente in questo momento); l’essenza la potremmo considerare quel tutto da cui prendiamo sempre e solo una parte attraverso il nome. Quindi essa è fondamentalmente un’ anomia.
    Sembra un concetto un pò campato in aria, ma non sai quanto mi sono divertito a rifletterci sopra. Ti consiglio di leggere “LA FENOMENOLOGIA DELLO SPIRITO” di Husserl.
    “Cos’è l’eterno se non memoria?”
    Questa domanda mi fa venire in mente la “poesia eternatrice” che tanto decanta il Foscolo nel carme “I sepolcri”. Effettivamente non hai tutti i torti: il nostro piccolo eterno risiede negli scritti e attraverso questi noi vivremo nelle altre persone.
    Scusa se mi sono dilungato, ma questo argomento mi ha molto preso.
    A presto.

  2. Cara Margot, ti ringrazio per le piccole anticipazioni che mi stai dando sul libro di Carotenuto. Ti confesso che ancora non l’ho aperto perrchè ho un bel pò di cose da fare, e poi mi sono per il momento perso in una raccolta di poesie erotiche di Lorca.
    Adesso vado di fretta, quindi mi riserverò di commentare il tuo post stasera.
    Buon pomeriggio.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...