12 commenti su “

  1. al mio anonimo lettore..nel caso venisse a rileggermi:

    mi piacciono le critiche perchè aprono varchi di riflessione;
    alla critica naturalmente dovrebbe seguire il dibattito (tesi, antitesi e quindi sintesi) era perciò ovvio che io tentassi di spiegarti il mio punto di vista.
    non trovo che la licenza poetica sia un escamotage poichè all’artista che crea è data la possibilità di epsrimere, nel modo che vuole, la sua creazione, come a chi guarda, ascolta, legge è dato esprimere consenso o dissenso.
    Ciò detto se tu rifiuti “l’anima logorata” perchè logorata è aggettivo concreto mi riufiti anche, che so…pensiero lieve….sorriso triste…odio distruttivo e tante altre immagini….ciò detto ancora, sei libero di non essere d’accordo con me, forse tu hai una mente più razionale e scientifica.
    Non concordo neanche per l’anonimato….se vuoi mandami un messaggio privato.
    Comunque sono contenta che tu mi abbia letto.
    saluti, Margot

  2. Era tanto per dire… prendila cosi come è venuta, non tutti dobbiamo pensarla allo stesso modo.
    Secondo me, in italiano, non si può legare un aggettivo temporale(concreto) ad un nome astratto.
    La licenza poetica è un comdo nacondiglio.

    Il nome è una formalità; un’altro nascondiglio, soprattutto qui, nella rete.

  3. per l’utente anonimo..che avrei piacere che si firmasse:

    logoro e consunto sono aggettivi dal significato quasi uguale…l’anima è logorata da un lutto reiterato consumato, consunto a sua volta, il lutto, perchè trascinato da anni…quindi un lutto ormai logorato dal tempo nella sua essenza ha a sua volta logorato, consunto, l’anima….esistono le licenze poetiche..anche se questa non è proprio una licenza ma una immagine rafforzativa del danno prodotoi da questo circolo vizioso da cui non si viene fuori.
    Se hai altro da dirmi, fammelo sapere firmandoti.
    ad maiora

  4. la leggo e la rileggo con piscere, con tristezza ed in silenzio racchiudo i miei pensieri con la paura che possano fuggire e lasciarmi solo. In questo mio silenzio ascolto il verso della tua tristezza e vorrei farti compagnia.

  5. Ascolta Margot, non sarà mica il tempo di Ancona a renderti così triste? Ti capisco, bella la tua poesia, ma non lasciarti prendere. Guarda…c’è la vita. C’è il sole oltre le nubi. Se proprio non lo vedi pensa per un attimo ad …un profumo, caldo e avvolgente, chiudi gli occhi e lasciati andare. Un buon caffè e vedrai che sentirai salire nel tuo cuore la felicità. Il resto…si vedrà. Ciao

  6. l’uomo e’ artefice del suo destino.
    molto bella come sempre la tua poesia!
    un bacione dal redivivo prode Lambert.

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